WhatsApp viene incontro ai messaggiatori pentiti, quelli che dopo l’invio hanno un ripensamento e vorrebbero non aver scritto certe cose, o più semplicemente hanno sbagliato destinatario. Nella versione beta, cioè non definitiva, della chat, è infatti presente la funzione che consente il richiamo del messaggio: se il destinatario non l’ha ancora letto, il mittente può cancellarlo, annullandone l’invio. In alternativa è possibile anche modificare il testo del messaggio.

Il richiamo dei messaggi, già presente su chat come Telegram e Bbm di BlackBerry, dovrebbe essere messo a disposizione degli utenti prossimamente. Oltre a questa novità Whatsapp dovrebbe introdurre anche il ‘tracking’ degli amici: per facilitare gli appuntamenti ed eventi di gruppi di persone, gli utenti potranno scegliere di mostrare la loro posizione in tempo reale. La funzione, che sembrerebbe un invito a nozze per stalker e pedinatori, in realtà dovrà essere attivata dall’utente e per un periodo limitato di tempo: 1, 2 o 5 minuti.

 

L’abolizione del roaming per i consumatori europei a partire da metà giugno è assicurata: le tre istituzioni europee, Parlamento, Consiglio e Commissione hanno raggiunto, nella notte, un accordo sui prezzi all’ingrosso che gli operatori si applicano tra di loro per offrire i servizi di roaming. Era l’ultimo tassello mancante per consentire allo stop dei costi aggiuntivi quando si va all’estero di entrare in vigore, come precedentemente deciso, a metà giugno.

Le tariffe all’ingrosso saranno il 90% più basse delle attuali, spiega il Consiglio, consentendo agli operatori di offrire il roaming ai loro clienti senza aumentare i costi delle telefonate nazionali. Allo stesso tempo però devono essere abbastanza elevate in modo che gli operatori dei Paesi visitati possano recuperare i loro costi senza aumentare i prezzi al dettaglio. Inoltre, il tetto deve consentire di proseguire con gestione e l’ammodernamento delle reti in modo che i cittadini europei possano avere connessioni stabili dappertutto in Europa.

In base all’accordo, il 15 giugno 2017 il tetto dei prezzi all’ingrosso per i dati scenderà dall’attuale 50 euro a Gigabyte a 7,7/GB, e poi proseguirà a scendere in diverse fasi: dal 1 gennaio 2018 il tetto sarà 6 euro a Giga, dal 1 gennaio 2019 4,5/GB, dal 1 gennaio 2020 3,5/GB, dal 1 gennaio 2021 3/GB e dal 1 gennaio 2022 2,5/GB. E’ un tetto significativamente più basso di quello inizialmente proposto dalla Commissione (8,5/GB), e consentirà comunque alle aziende di investire nelle reti di nuova generazione (5G), scrive il Consiglio. “Era l’ultimo pezzo del puzzle. Dal 15 giugno, gli europei potranno viaggiare nella Ue senza tariffe roaming e gli operatori potranno continuare a competere per fornire le offerte più attraenti per i loro mercati nazionali”, ha detto il commissario al digitale, Andrus Ansip.

Dopo l’auto che si guida da sola, arriverà quella volante. Che magari essa stessa sarà in grado di auto-guidarsi nei cieli. Non è fantascienza, dal momento che ad affermarlo è l’amministratore delegato del colosso aeronautico Airbus, Tom Enders, che durante una conferenza a Monaco ha annunciato la presentazione di un prototipo monoposto entro la fine del 2017.

L’anno scorso Airbus ha infatti istituito, all’uopo, una divisione chiamata Urban Air Mobility, incaricata di mettere a punto una macchina con decollo e atterraggio verticali, da uno o più posti. Obiettivo dichiarato, quello di entrare da protagonista nel business futuro dei taxi volanti elettrici.

Il concetto proposto da Airbus è quello di rendere disponibile la prenotazione del passaggio (letteralmente “al volo”, in questo caso) via app tramite il proprio smartphone. Che, immaginiamo, sarà anche in grado di effettuare il pagamento.

Tra le varie opzioni di Airbus c’è attualmente un concept chiamato Vahana (nella foto), veicolo volante in grado di trasportare una persona e merci. Ma non manca anche la variante pluri-passeggeri chiamata CityAirbus, una specie di drone a eliche che inizialmente verrà affidato a un pilota ma poi utilizzerà la guida autonoma, non appena questa verrà regolamentata anche per il volo.

 

Parlare di crisi economica senza aspirare a migliorare le potenzialità del proprio negozio o della propria attività commerciale, è sintomo di pigrizia. Per questo è importante rimanere al passo con i tempi, essere sempre aggiornati e migliorare la propria immagine aziendale attraverso gli strumenti che internet ci propone.

Il social Media Marketing  è uno strumento potentissimo utile per generare visibilità sui social media e sulle comunità virtuali e per fare questo è necessario integrare la comunicazione a 360° sulle diverse piattaforme del web. Attraverso il social media marketing ogni azienda ha la possibilità di incrementare le conversazioni e le comunicazioni con gli utenti e i consumatori, avvicinandosi in questo modo, al destinatario delle sue offerte. Quasi tutti ormai utilizziamo i social per comunicare, informarci, diffondere notizie, ed è per questo motivo che ricoprono un ruolo non indifferente nel posizionamento del marchio nella mente del consumatore.

Con l’uso di questi strumenti, le aziende avranno il vantaggio di comprendere cosa piace ai consumatori, attraverso l’indagine di mercato offerta gratuitamente dai social.

VANTAGGI

Promuovere l’attività attraverso l’utilizzo di post accattivanti o di fotografie che attraggono l’attenzione del cliente/consumatore

  • Velocizza la diffusione delle informazioni
  • Pubblicizzazione di un prodotto, offerta, sconto in tempo reale.
  • Passaparola tra gli utenti
  • Comunicazione tra il cliente e il consumatore
  • Visibilità
  • Aumento del traffico verso il vostro sito web
  • Fiducia degli utenti
  • Incremento delle vendite quando vengono pubblicizzati sconti o nuovi prodotti in promozione

Ma parliamo di statistiche che sono quelle che più interessano alle aziende per affidare il marchio alla professionalità di un social media manager. Vi basterà sapere che 198 milioni di utenti usano Facebook dal proprio smartohone, il 93% degli addetti usa i social media per lavoro, Linkedin ha 2 nuovi iscritti ogni secondo (Statistiche: Event report) . Inoltre:statistiche digital PR e Bee-social

  • il 21.2% delle aziende ha un sito web
  • 73% delle aziende attraverso i social hanno migliorato la propria immagine
  • il 37% delle aziende ha aumentato le proprie vendite
  • il 30% ha acquisito nuovi clienti
  • L’83% delle aziende usa Facebook,
  • il 74% delle aziende usa YouTube
  • il 64% delle aziende usa Twitter
  • il 21.2% delle aziende ha un sito web

QUANDO LA VOLONTA’ NON BASTA

Se aprirsi un profilo su un qualsiasi social network può rivelarsi semplice, gestirlo con l’obiettivo di ottenere precisi risultati lo è un po’ meno.

A monte deve essere fatta un’analisi dettagliata di tutto ciò che riguarda la comunicazione legata all’azienda, la quale possa permettere di realizzare una strategia che prenda in considerazione anche i social network come canali per veicolare il messaggio. Quando però tutto questo diventa difficile da gestire, sia per mancanza di competenze sia per mancanza di strumenti adeguati, è meglio prendere in considerazione la scelta di affidarsi a dei professionisti esterni che possano dare la giusta qualità alla comunicazione nel suo complesso.

 

Sbarcano anche in Italia termostati e altri dispositivi per la casa “intelligente” di Nest, la start up acquistata nel 2014 da Google per oltre 3 miliardi di dollari (ora fa capo ad Alphabet). La compagnia rafforza la sua presenza in Europa – era già presente in altri Paesi – e lancia i suoi prodotti in quattro nuovi mercati: oltre all’Italia in Austria, Germania e Spagna.

Prodotti e software Nest, spiega il general manager per l’Europa Lionel Paillet, sono commercializzati in 7 mercati ma sono usati da “milioni di persone in più di 190 Paesi”.

La start up è stata fondata nel 2010 dagli ex di Apple Tony Fadell (il papà dell’iPod, che però ha lasciato Nest a giugno scorso) e Matt Rogers (attuale chief product officer).

Nel nostro Paese sono disponibili il termostato “Nest Learning”, di terza generazione, che “impara” la temperatura preferita a casa e determina quanto tempo serve per riscaldare l’abitazione; la webcam Nest Cam Indoor, per controllare casa ed eventuali animali domestici quando si è fuori; e la telecamere esterna Nest Cam Outdoor. Non è ancora disponibile il rilevatore di fumo e di monossido di carbonio Nest Protect, che manda avvisi vocali e notifiche sullo smartphone in caso di problemi.

Tra i partner italiani di Nest ci sono Engie Italia e Wind Tre.

Potrebbe non durare ancora molto l’attesa per vedere il Galaxy X, primo smartphone pieghevole di Samsung. Stando alle indiscrezioni riportate dal quotidiano Korea Herald, la compagnia sudcoreana dovrebbe infatti presentare il dispositivo nell’estate prossima.

“Ci si attende che Samsung produca più di 100mila unità di dispositivi pieghevoli nel terzo trimestre”, ha rivelato una fonte al giornale coreano. Una volta aperto, il device dovrebbe avere uno schermo da 7 pollici. Il display non si piegherebbe verso l’interno ma verso l’esterno, consentendo l’utilizzo anche quando non aperto.

Stando all’indiscrezione, tuttavia, Samsung Electronics non avrebbe ancora preso una decisione definitiva sulla messa in commercio dello smartphone nel 2017. La decisione arriverà dopo l’annuale rimpasto del personale che tradizionalmente avviene a dicembre ma che quest’anno, a causa dello scandalo politico che ha coinvolto la presidente sudcoreana Park Geun-hye, slitterà a febbraio o a marzo.

Nonostante siano criptati, i messaggi di WhatsApp potrebbero comunque essere a rischio intrusione. Un ricercatore americano ha scovato una “backdoor” di sicurezza – una sorta di “porta segreta” del software – nella chat che consentirebbe a Facebook, proprietaria della piattaforma, o potenzialmente ad altri, di intercettare e leggere i messaggi nonostante siano cifrati. Lo riporta l’edizione online del Guardian.
Facebook ha da sempre fatto della sicurezza un fiore all’occhiello di WhatsApp, app che oggi conta nel mondo oltre un miliardo di utenti e che è diventata strumento di comunicazione anche per categorie “sensibili” di persone, come attivisti, dissidenti e diplomatici. Tobias Boelter, ricercatore dell’Università di Berkeley, California, spiega al Guardian che la vulnerabilità, o meglio la “backdoor”, sta nel modo in cui è stato concepito il protocollo di crittografia.Boelter dice di aver segnalato la falla a Facebook ad aprile 2016 e che la compagnia ha risposto dicendo di essere a conoscenza della questione ma di non essere attivamente al lavoro su essa perché “comportamento atteso”. Il Guardian afferma che la backdoor esiste tuttora.

Girl watching mirror in her hand. Black and white

Lo specchio ormai non dice più solo chi è la più bella del reame, ma insegna anche a diventarlo. Il gadget che avrebbe fatto invidia alla strega di Biancaneve è in mostra al Ces 2017, la più importante rassegna sull’elettronica al mondo, che nella parte dedicata alla bellezza presenta persino una spazzola wi fi e una maschera di bellezza a led, oltre a diverse soluzioni per chi ha perso i capelli.
Alla rassegna di Las Vegas che si chiude l’8 gennaio è stata presentata la versione evoluta di HiMirror, uno specchio capace di fare una analisi della pelle attraverso una semplice fotografia per dedurne il tipo, la presenza di eventuali danni, contarne i pori e le lentiggini, per poi suggerire prodotti e accorgimenti per porre rimedio e per un trucco perfetto. Il dispositivo , che costa 259 dollari nella versione plus, funziona in coppia con HiSkin, un altro gadget che appoggiato sulla pelle ne può fare l’analisi approfondita. Con la versione avanzata è possibile anche impostare che tipo di trucco si vuole scegliendo tra cinque diverse situazioni, da ‘passeggiata al tramonto’ a ‘pomeriggio in ufficio’. “Insieme questi dispositivi- spiega un comunicato stampa – danno accesso a informazioni che prima si potevano ottenere solo con una visita dal dermatologo”.
Anche Samsung ha lanciato un proprio dispositivo che analizza la pelle, S-skin, che è anche in grado allo stesso tempo di trattare i problemi con delle microiniezioni di nutrienti in grado anche di ripulire la pelle. Passando dalla pelle ai capelli, e aggiungendo al conto altri 200 dollari, si puó avere il Kerastase Hair Coach di L’Oreal, una spazzola intelligente che attraverso un microfono che ‘ascolta’ il rumore prodotto dalla pettinata e altri sensori è in grado di stabilire lo stato di salute dei capelli, dando consigli di conseguenza, e avvertendo anche se si colpisce troppo forte. Per chi invece i capelli li ha persi al Ces ci sono soluzioni tecnologiche. Si puó scegliere tra iGrow, un casco approvato dall’Fda che somministra una ‘light therapy’ al cuoio capelluto, e la Hairmax LaserBand, una fascia con 41 piccoli laser che promette di far ricrescere 129 capelli ogni sei centimetri quadrati. Dedicata invece alla pelle è iDerma, una maschera a Led che secondo gli ideatori riesce a stimolare la produzione di collagene mascherando difetti come l’acne e rallentando l’invecchiamento.

galaxy-s6-prende-fuoco-a-san-francisco-durante-conversazione

Non c’è pace per Samsung. Oltre alla ormai stranota grana (in tutti i sensi) Galaxy Note 7, di tanto in tanto anche altri suoi dispositivi più recenti finiscono col surriscaldarsi e prendere fuoco. E’ successo più di una volta al Galaxy S6, ultimo caso a San Francisco. Non è accaduto durante una ricarica come succedeva generalmente al Note 7, bensì durante una conversazione. Ecco cosa è accaduto al Galaxy S6 in quel di San Francisco, con il video di un servizio di un Tg americano.

Il caso viene raccontato da un attonito Demetrius Martin, dato che è successo ad un suo collega di lavoro mentre parlavano al telefono. “Ad un certo punto – racconta Mr Martin – il mio collega ha messo giù il telefono perché era diventato troppo caldo da tenere vicino alla testa”. E ha fatto bene: appena ha appoggiato il Galaxy S6 sulla scrivania, ha preso letteralmente fuoco, bruciacchiandola. A quel punto, il povero malcapitato ha buttato il telefono a terra, provocando un piccolo incendio sul tappeto. Demetrius Martin ha acquistato il Galaxy S6 a tutti i suoi dipendenti, affinché lo utilizzino come telefono aziendale. Ora la società di San Francisco sta pensando di muovere una class action contro Samsung.

Sul caso del Galaxy S6 che ha preso fuoco a San Francisco, ha parlato anche il Procuratore Gene Stonebarger. Il quale ha affermato che “I consumatori non dovrebbero vivere nella paura di girare con una bomba ad orologeria in tasca. O andare a letto col timore che il proprio telefono prenda fuoco durante la notte”.

Poi rincara la dose: “Samsung è a conoscenza da anni dei problemi e dei pericoli delle loro batterie agli ioni di litio“. Lo stesso Martin ritiene che il colosso coreano non possa trascurare gli aspetti in materia di sicurezza e che il rischio possa riguardare tutto lo stato della California, per gli utenti che hanno acquistato un dispositivo Samsung negli ultimi quattro anni.

Twitter punta sui chatbot, le chat automatizzate che interagiscono con gli utenti, per invogliare le aziende a usare la sua piattaforma. La compagnia ha lanciato due nuovi prodotti che consentono alle società di rispondere ai messaggi privati dei clienti in modo da fornire una prima assistenza tempestiva.

Il primo strumento sono i “Welcome messages”, i messaggi di benvenuto che un’azienda invia al cliente che la contatta. I messaggi possono essere usati per spiegare il tipo di servizi offerti ai clienti via Twitter. Similmente a quanto avviene quando si telefona al servizio clienti di un’azienda, ci si trova di fronte a una serie di opzioni tra cui scegliere, compresa la possibilità di interagire con un addetto in carne e ossa.

Il secondo strumento sono le “Quick replies”, le risposte rapide: se un utente vuol sapere quando sarà consegnata una merce comprata online, riceverà un messaggio in cui gli viene chiesto il numero di spedizione, e quindi un ulteriore messaggio con l’informazione richiesta.

Al momento del lancio, i due strumenti vedono coinvolte una decina di aziende, tra cui Spotify, Pizza Hut, Airbnb e The Weather Network.